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Ancora studente,
aderisce al Gruppo 7 prendendo parte attiva alla stesura del Manifesto
del razionalismo italiano (1926), di cui diviene attivo esponente, promuovendo
la formazione del MIAR con cui organizza la "1° Esposizione di
Architettura razionale" a Roma.
Particolarmente attivo come architetto, Libera si interessa particolarmente
anche al tema degli allestimenti di mostre, che si spiega come una delle
linee principali della sua ricerca "capace di trasmettere messaggi
visivi, di rivelare simultaneamente la dinamica della propria struttura
e della propria funzione" (G.C.Argan)
: é sopratutto in tale campo che si dispiega in lui una sottile
vena futurista, particolarmente evidente nella citazione aereonautica
del Padiglione Italiano di Chicago.
Nel 1938 realizza per e con lo scrittore Curzio Malaparte una
poetica villa a Capri, capolavoro del Razionalismo italiano.
Ghitta
Carrell, LIBERA (1939) al Still a student,
Libera joined the “Gruppo Sette” rationalist architecture group and took
an active part in drafting its "Manifesto of Italian Rational Architecture"
(1926).
He became its active exponent, promoting the formation of the MIAR group
and organising its "First Exhibition of Rational Architecture"
in Rome.
Particularly active as an architect, Libera also took a particular interest
in designing exhibitions, which explains why one of the main lines of
his research was to develop an architecture that as
Giulio Carlo Argan wrote, would be "capable of transmitting visual
messages, of simultaneously revealing the dynamics of its own structure
and function".
It was above all in this area that Libera displayed a subtly neo-Futurist
vein, as for example in the aeronautical references in his Italian pavilion
for the Chicago World’s Fair.
In 1938, along with the writer Curzio Malaparte, he built a poetic villa
on the island of Capri which remains one of the most intriguing architectural
works of Italian Rationalism.
 
Padiglione italiano
all'Esposizione mondiale di Chicago (1933) al
Edificio pubblicitario razional-aeronautico in cui la metafora dell'aeronautica
arriva la punto di utilizzare un'ala di aeroplano come elemento d'architettura
(in quell'occasione si ebbe la nota trasvolata dell'Atlantico ad opera
di una squadriglia di idrovolanti italiani che atterrò nello specchio
d'acqua prospicente il Padiglione).
This was a
rational-aeronautical advertising building in which the metaphor of aviation
went as far as using an aeroplane wing as its architectural theme (it
was at the World’s Fair that a famous transatlantic flight took place
by a squadron of Italian seaplanes which came in to land on the water
in front of the pavilion).
Italian
Pavilion at the Chicago World’s Fair (1933)
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